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Giovedì, 10 Giugno 2010

Andare in Antartide

Il Programma Nazionale di RIcerca in Antartide sta ceracndo personale da inviare sul continente durante la prossima estate australe.

Il bando è aperto fino al 15 di Giugno ma pare che si possa anche inviare domande nei giorni successivi.

Vai alla pagina del bando e provaci!


Lunedì, 7 Giugno 2010

Brividi a Oslo

ciao a tutti!
Vi vogliamo raccontare una serata da brivido vissuta ieri.
Seguitemi.
Ci troviamo a Oslo alla conferenza internazionale di chiusura dell’anno polare internazionale (International Polar Year). Siam qui noi tre del museo: io, bruno e cristiana per partecipare a un evento dedicato agli insegnanti di scienze polari che si chiama PolarTeachers.
Ieri sera l’organizzazione ci ha caricato tutti (circa 200 persone) su una piccola nave e ci ha portato in giro per il fiordo di Oslo. Cielo sereno, sole caldo e un venticello leggero. Il ponte della nave e ras pieno di tavoli e panche, in un angolo servivano birre medie e gamberetti lessi, in un altro un paio di musicisti suonavano.

Il ponte della nave e sullo sfondo, sulla riva la casa di Amudsen

Il ponte della nave e sullo sfondo, sulla riva la casa di Amudsen

Si respirava un’aria splendida. Eravamo tutti ansiosi di conoscere altre persone e di raccontarcela fregandocene delle difficoltà linguistiche (reciproche)
Risaliamo il fiordo e subito ci troviamo fuori dalla città. Sulla riva che ci sfila accanto finiscono npresto le strutture portuali e vengon sostituite da graziose casette affacciate sul mare e immerse nel bosco.
A un certo punto la nave si ferma davanti a una di queste. nel piazzale antistante si trova un capannello di gente. dalla nostra nave si cala un gommone e un marinaio va a prendere sulla riva un signore e lo porta a bordo. Avrà circa 60 anni, capelli pochi e bianchi e uno sguardo vispo. Si mette sul palco e ci racconta che è il direttore dello consiglio delle ricerche norvegese.
Ci racconta che quella casa è la casa museo di Rohald Amudsen.
Brivido.
Nientepopodimenoche. Amudsen in persona, il celebre esploratrire norvegese che per primo raggiunse il polo sud nel 1911, durante l’epica gara con l’inglese Scott.
Brivido.
Ci racconta che esattamente un secolo fa alla stessa ora, alla sera del 6 Giugno 1910 Amudsen aveva invitato in quella stessa casa tutti i partecipanti a quella spedizione antartica con le rispettive famiglie per la Jubilee Night. Lo scopo era quello di vivere una serata in compagnia, prima della grande e tremenda avventura del viaggio polare. Da dove, onestamente, nessuno avrebbe potuto giurare che sarebbe sicuramente tornato vivo…
Al termine della cena verso mezzanotte, tutti si imbarcarono sulla nave Fram e puntarono verso Sud. Tra mille vicissitudini.
Ieri il capannello di gente davanti alla casa era formato da tutti i parenti dei membri della spedizione, che erano stati convocati per ricordare quella famosa Jubilee Night nello stesso luogo , giorno e ora a un secolo esatto di distanza..

A questo punto tutti noi che ascoltavamo in silenzio il racconto di questo signore abbiamo tutti, esattamente in quel momento, sentito un lungo brivido correrci lungo la schiena.
Con le birre in mano abbiamo guardato negli occhi il vicino e siamo ammutoliti. Letteralmente.
Siamo rimasti congelati dalla emozione di quel ricordo.
Rimaniamo in un lungo silenzio mentre la nave ci riaccompagna in porto al calare del sole.
In silenzio .


Venerdì, 4 Giugno 2010

Oslo. Punto.

Dall’ 8 al 12 di questo mese si svolgerà la “Oslo IPY Science Conference”. E’ la conferenza scientifica di chiusura dell’Anno Polare Internazionale 2007-08 dove si cercherà di tirare un pò le fila di questo evento che ha coinvolto migliaia di persone in tutto il mondo grazie a una miriade di iniziative sia di ricerca scientifica vera e propria che di divulgazione.

Siccome gli eventi di divulgazione scientifica svolti nelle scuole son stati numerosissimi in tutto il mondo, gli organizzatori del convegno han pensato bene di organizzare un evento dedicato a questo mondo e che si chiama PolarTEACHERS.

Hanno selezionato 120 insegnanti che han svolto con i propri studenti un’iniziativa (un progetto, un laboratorio o qualsiasi altro tipo di lezione) di studio delle aree polari. Questi “insegnanti polari” potranno partecipare, a un prezzo molto conveniente, sia al convegno scientifico vero e proprio e sia ad una due giorni che si svolgerà appena prima, dal 6 all’8 Giugno, dedicata eslusivamente a laboratori, presentazioni e incontri con lo scopo di scambiarsi esperienze ed idee.

Gli organizzatori di PolarTEACHERS hanno selezionato progettosmilla e due suoi insegnanti, Cristiana Bianchi e Bruno Robol tra i 120 fortunati che parteciperanno a questo incontro, tra le quasi 400 domande pervenute.
Morale: siamo in partenza per la Norvegia con Cristiana e Bruno e grazie al Museo Tridentino e alla amministrazione scolastica che hanno trovato risorse e modo di concedere la partecipazione in un periodo dell’anno, tra l’altro, densissimo di impegni scolastici.
Abbiamo una missione da compiere: vogliamo tesimoniare, con i nostri due poster e la nostra presentazione tutto il lavoro fatto in questi 4 anni di progettosmilla.it dalle circa 80 scuole coinvolte. Per questo motivo abbiamo una leggera “ansia da prestazione” ma siamo certi della qualità e quantità del lavoro svolto.

Non possiamo fallire e non falliremo!


Giovedì, 27 Maggio 2010

Flexhibit a Bressanone

Il 20 Maggio scorso è stata una data piuttosto importante al Liceo Classico “D.Alighieri” che ha sede presso l’IPSCT “Falcone-Borsellino” di Bressanone (BZ).

Un momento della Mostra del 20 Maggio 2010

Un momento della Mostra del 20 Maggio 2010

Era il giorno stabilito in cui gli studenti, guidati dal Prof Luca Pinter, hanno esposto il frutto del loro lavoro (enorme. vedi anche il loro blog dedicato) di quest’anno scolastico che consisteva in una decina di postazioni ognuna con un piccolo esperimento sulle scienze polari. In perfetto stile Flexhibit per intenderci…

E’ stata una vera festa. noi di progettosmilla non c’eravamo purtroppo, ma un sacco di “autorità” in materia sì, tra cui citiamo: il Dott Carlo Ossola del Museo Nazionale dell’Antartide (arrivato da Genova per l’occasione), il Dott Walter Carbone dell’Istituto Pedagogico di Bolzano e la Dottssa Francesca Taponecco dell’EURAC di Bolzano.

Tutti lì per ascoltare le presentazioni dei ragazzi e assistere alle esperienze pratiche messe a punto per l’occasione. Ma non era una Mostra come le altre. Aveva un pò di pepe più. Visto che gli studenti che hanno realizzato la postazione migliore verranno premiati con un soggiorno presso il Grand Hotel di Dobbiaco.

Bella idea. Bravi. Fateci sapere chi ha vinto che lo pubblicheremo anche su queste pagine.

E poi ci son tanti progetti per il futuro tra cui: la partecipazione alla giornata della Scienza2010 organizzata dall’EURAC e l’idea di coinvolgere altre scuole locali nelle prossime edizioni del progetto.

E allora bravi a studenti e insegnanti e benvenuti tra noi. Vi abbiamo anche messo nella pagina delle scuole partecipanti


Lunedì, 10 Maggio 2010

Si parla di ANDRILL….

Eccovi due news due, dal mondo della comunicazione scientifica

1 ScienceWatch.com

ScienceWatch è un servizio realizzato da una delle age

nzia di stampa più prestigiose del mondo: la Thomson Reuters. E’ realizzato appositamente per il mondo della ricerca scientifica e consiste nel tener monitorato e controllare costantemente la produzione di articoli scientifici sulle riviste di settore. Stiamo parlando di riviste scientifiche moltomolto specializzate, roba per ricercatori, tecnici, niente che si possa comprare nell’ edicola sottocasa…

Questo flusso di pubblicazioni, è davvero enorme e viene studiato ed analizzato in vari modi e con vari strumenti da ScienceWatch.
Uno dei modi più semplici ed efficaci è (semplificando) quello di stimare il valore scientifico di un determinato articolo contando quante volte esso viene citato da tutte le pubblicazioni che vengono realizzate dopo la sua uscita.

Bene.

ScienceWatch pochi giorni fa ha comunicato che nell’ultimo biennio del 2009, uno degli articolo scientifici più citati è stato realizzato dalla ricerca ANDRILL e si intitola “Oscillazioni plioceniche della calotta glaciale dell’Antartide Occidentale”.

Olè!

2 C’è chi si laurea parlando di ANDRILL e delle sue scuole

Pochi giorni fa presso l’Università di Siena, il Dott Antonio Murano ha conseguito la laurea specialistica in Comunicazione Naturalistica ed Ambientale (Co.N.Am.). E indovinate un pò su che argomento ha discusso la propria tesi?

Sì, proprio su ANDRILL e sul suo programma di comunicazione!

In 130epassa pagine Antonio analizza passo dopo passo tutto quello fatto da andrill e da smilla in tre anni di lavoro, cercando di fare un confronto tra i risultati raggiunti con questo tipo di comunicazione e quelli che si raggiungono con una impostazione più tradizionale fatta, prevalentemente, attarverso i media tradizionali. Ne emerge un quadro molto positivo. E che, non ve lo nascondiamo, ci fa proprio felici….


Martedì, 20 Aprile 2010

Anche su Scientific American…

Sulla versione online di Scientific American si parla del meeting della ricerca ANDRILL svoltosi a Erice nei giorni scorsi (vedi post precedente). Si spiega in maniera sintetica (ma molto chiara) i principali risultati della ricerca e le conseguenze sull’attività di ricerca che ha lo scopo di modellizzare il comportamento della calotta glaciale antartica in risposta ai cambiamenti globali.


Mercoledì, 14 Aprile 2010

Pesto e dati

Il gruppo di partecipanti al "ANDRILL Integration Workshop" (Erice, Aprile 2010)

La scorsa settimana si è svolto a Erice (Trapani) presso il centro Ettore Majorana l’ultimo degli incontri riservati ai partecipanti alla ricerca ANDRILL.

In questa occasione si sono confrontati dati e ipotesi acquisite grazie alle analisi condotte sulle due carote di roccia e sedimenti raccolte dal fondale marino antartico nel corso delle due spedizioni svolte nel 2006 e 2007. Con lo scopo di dare risposte a domande di questo tipo: Quali ambienti si sono susseguiti nell’area della piattaforma di Ross negli ultimi 10 milioni di anni? Come, quanto e quando l’immensa piattaforma ha reagito (avanzando o regredendo) ai cambiamenti climatici globali? Come si sono adattati, di conseguenza, i popolamenti biologici a queste evoluzioni?

Come potete immaginare, non son proprio domandine facilifacili come ci ha già spiegato (benissimo) anche Paolo Gabrielli durante la sua spiegazione del progetto Larissa, un progetto fratello di ANDRILL.

Tutti i ricercatori ANDRILL (circa 100) delle 4 nazioni (Italia, USA, Germania e Nuova Zelanda) negli ultimi 4 anni hanno lavorato attorno alle due carote di roccia (ognuna lunga oltre un chilometro) svolgendo (decine di) migliaia di analisi di ogni tipo. Da quelle chimiche, a quelle mineralogiche, perfino ad alcune analisi biologiche sui fanghi di perforazione. Insomma, per farla breve tutto quello che si poteva misurare di queste carote è stato misurato. Ma proprio tuttotuttotutto, credete!

Di conseguenza, ognuno è arrivato qui a Erice con il proprio pacco di dati e grafici e con una gran voglia di condividerli e discuterli. Dal canto nostro, noi insegnanti ed educatori che formiamo il gruppo chiamato ARISE (Andrill Research Immersion for Science Educators) abbiamo seguito i loro lavori con grande interesse cercando di ascoltare e capire l’oggetto del contendere. Spesso piuttosto complesso.

Non solo. E’ stata l’occasione perfetta per esporre (a noi e loro) le attività e i progetti didattici svolti e i relativi risultati conseguiti. Insomma è stata un’intensa e proficua esperienza di scambio di idee, dati e impressioni su questa (quasi) quadriennale esperienza di ricerca e divulgazione scientifica.

E proprio come quando eravamo presso la base antartica americana di Mc Murdo si è parlato di esperienze didattiche, clima, ghiaccio, scuola, sedimenti e cicli glaciali in ogni singolo istante della giornata. 24 ore su 24 indipendentemente dal fatto che ci si trovasse davanti a un computer o a un piatto di penne al pesto trapanese….


Lunedì, 22 Marzo 2010

Aggiornamento Google Earth

Un post brevissimo per comunicarvi che abbiamo aggiornato la pagina dedicata a Google Earth.

Ci trovate tutte le informazioni (e i file) per usare Google Earth per fare un viaggio virtuale di esplorazione del progetto ANDRILL: potete ripercorrere il viaggio verso l’Antartide, leggere i blog dei partecipanti, vedere dei piccoli video, dei modellini di aereo militare che trasportano i passeggeri verso il continente antartico e molto altro…

Potete anche fare una visita virtuale al pozzo di perforazione del progetto ANDRILL ed esplorare alcuni dei punti più importanti della carota di roccia estratta. Buon viaggio!


Martedì, 9 Marzo 2010

Riprendere la linea…e prendersi il lusso!

Eccoci qui pronti a raccogliere l’invito di Paolo a prendere la linea dopo la cronaca dell’avventura antartica di Roberto al seguito della spedizione della ricerca LARISSA.

Roberto tra una perforazione e l’altra: alla caccia di vento con un aquilone.

Roberto tra una perforazione e l’altra: alla caccia di vento con un aquilone.

Ma prima vorrei prendermi una piccola libertà - anzi, un lusso vero e proprio: il lusso di dirvi come la penso a proposito di questa esperienza appena conclusa.

Innanzitutto penso che, per l’ennesima volta, l’Antartide ha dimostrato di riuscire far vivere alle persone  delle esperienze così intense e coinvolgenti (fisicamente e mentalmente) che, grazie ai loro racconti, riescono ad arrivare a noi attraverso la rete. E ci arrivano intatte: con tutto il loro carico di emozioni e sensazioni. Non importa se il messaggio viaggia tra continenti e per decine di migliaia di chilometri. Nel caso della spedizione LARISSA, infatti, le cronache dell’esperienza vissuta da Roberto (in Antartide) sono giunte a noi dopo esser passate da Paolo (negli USA) che le raccoglieva via telefono satellitare. Nonostante le distanze, i racconti delle vicende, degli imprevisti e le piccolezze della vita quotidiana ci hanno tenuto (letteralmente) incollati allo schermo in questi ultimi tre mesi. Se c’è ancora qualcuno che non ci crede, dovrebbe rileggersi la cronaca del carotiere perso oppure la descrizione delle ultime, infinite ore di Roberto al suo campo remoto. Splendide, imperdibili, semplicemente magiche.

Poi penso che questa esperienza abbia dimostrato un’altra cosa, ossia che c’è una ricetta che funziona. Ed è quella di mescolare insieme il fascino dell’Antartide, una ricerca scientifica in corso, le nuove tecnologie (il web) e di mettere il tutto nelle mani di persone come Paolo e Roberto. Persone appassionate del loro lavoro di ricercatore ma anche motivate e capaci di condividerlo con il mondo della scuola. Che sanno perfettamente che il proprio lavoro può aiutare (per davvero) il mondo della scuola ad essere migliore. Grazie Paolo e Roberto!


Venerdì, 5 Marzo 2010

Fine e…. inizio

Cari amici,

siamo  giunti finalmente alla conclusione di questa nostra bella avventura tra scienza ed esplorazione nella Penisola Antartica. I nostri sono rientrati negli Stati Uniti mentre Roberto si sta prendendo un meritato periodo di vacanza in Patagonia. Ora comincia il lavoro prettamente scientifico. Beh, “ora” si fa per dire perché le carote di ghiaccio sono ancora a Rhotera in Antartide e fra un po’ verranno imbarcate su una nave che le porterà negli Stati Uniti. Arriveranno in laboratorio verso la fine di giugno ed in breve cominceranno le analisi chimiche che dureranno….. almeno 2 anni! No ragazzi, non é come su CSI dove basta fare la scansione di un campione ed i risultati appaiono subito su un grafico luminoso….. Qui bisogna tagliare il ghiaccio campione per campione, decontaminarlo pazientemente, ed analizzarlo con strumenti non proprio…. automatici. L’abilità dell’operatore conta e conterà ancora moltissimo. Insomma la prima qualità di un ricercatore é la pazienza e….. ahimé così anche di chi attende con ansia i risultati…..

La piattaforma di ghiaccio Larsen B durante la frantumazione nel 2003 e a sinistra i ghiacciai che l’alimentavano e che subito dopo il collasso hanno cominciato ad accelerare verso il mare

La piattaforma di ghiaccio Larsen B durante la frantumazione nel 2003 e a sinistra i ghiacciai che l’alimentavano e che subito dopo il collasso hanno cominciato ad accelerare verso il mare

Ma torniamo per un attimo nella Penisola Antartica. C’é grande attesa per i nostri risultati perché tutti vogliono sapere se nel passato ci sono state condizioni climatiche simili a quelle attuali (fortissimo riscaldamento in questa zona) che possono essere collegate ad eventuali precedenti frantumazioni della piattaforma Larsen B. Ma perché la comprensione di questo evento é così importante per tutto il pianeta? In fondo si tratta di una lastra di ghiaccio. Ok sarà anche grande come una provincia italiana, ma che importanza può avere se confrontata a tutto il pianeta ???? C’é un problema…. e riguarda l’innalzamento dei mari. Ma il problema non é la Larsen. Questa “lastra di ghiaccio” infatti galleggiava sul mare anche prima di frantumarsi e, come un cubetto che si sta sciogliendo in un bicchiere non alza il livello della bevanda, così la frantumazione della Larsen non ha provocato nessun innalzamento del livello dei mari. Il problema é che la Larsen, quando era ancorata alla terraferma, era rifornita di ghiaccio da diversi ghiacciai che fluivano dall’entroterra della Penisola Antartica. In qualche modo la Larsen faceva come da “diga” a questi fiumi di ghiaccio. E una volta che la Larsen si é frantumata é successo esattamente quello che pensate…..I ghiacciai che l’alimentavano, una volta liberi da ogni resistenza a valle, hanno cominciato a scorrere più velocemente verso il mare. E quindi a portarvi una quantità di ghiaccio maggiore. E questo ghiaccio certamente contribuisce ad alzare il livello dei mari perché prima se ne stava buono buono appoggiato sulla terraferma.

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ANDRILL - Antarctic Geological Drilling PNRA - Programma Nazionale Ricerche in Antartide Museo Tridentino di Scienze Naturali Museo Nazionale Antartide