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	<title>Progetto Smilla</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
	<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 15:13:30 +0000</pubDate>
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		<title>Riprendere la linea&#8230;e prendersi il lusso!</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 15:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<category><![CDATA[antartide]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccoci qui pronti a raccogliere l&#8217;invito di Paolo a prendere la linea dopo la cronaca dell&#8217;avventura antartica di Roberto al seguito della spedizione della ricerca LARISSA.
Ma prima vorrei prendermi una piccola libertà - anzi, un lusso vero e proprio: il lusso di dirvi come la penso a proposito di questa esperienza appena conclusa.
Innanzitutto penso che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci qui pronti a raccogliere l&#8217;invito di Paolo a prendere la linea dopo la cronaca dell&#8217;avventura antartica di Roberto al seguito della spedizione della ricerca LARISSA.</p>
<div id="attachment_1367" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1367" title="p1050432" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1050432-300x224.jpg" alt="Roberto tra una perforazione e l’altra: alla caccia di vento con un aquilone." width="300" height="224" /><p class="wp-caption-text">Roberto tra una perforazione e l’altra: alla caccia di vento con un aquilone.</p></div>
<p>Ma prima vorrei prendermi una piccola libertà - anzi, un lusso vero e proprio: il lusso di dirvi come la penso a proposito di questa esperienza appena conclusa.</p>
<p>Innanzitutto penso che, per l&#8217;ennesima volta, l&#8217;Antartide ha dimostrato di riuscire far vivere alle persone  delle esperienze così intense e coinvolgenti (fisicamente e mentalmente) che, grazie ai loro racconti, riescono ad arrivare a noi attraverso la rete. E ci arrivano intatte: con tutto il loro carico di emozioni e sensazioni. Non importa se il messaggio viaggia tra continenti e per decine di migliaia di chilometri. Nel caso della spedizione LARISSA, infatti, le cronache dell&#8217;esperienza vissuta da Roberto (in Antartide) sono giunte a noi dopo esser passate da Paolo (negli USA) che le raccoglieva via telefono satellitare. Nonostante le distanze, i racconti delle vicende, degli imprevisti e le piccolezze della vita quotidiana ci hanno tenuto (letteralmente) incollati allo schermo in questi ultimi tre mesi. Se c&#8217;è ancora qualcuno che non ci crede, dovrebbe rileggersi la cronaca del carotiere perso oppure la descrizione delle ultime, infinite ore di Roberto al suo campo remoto. Splendide, imperdibili, semplicemente magiche.</p>
<p>Poi penso che questa esperienza abbia dimostrato un&#8217;altra cosa, ossia che c&#8217;è una ricetta che funziona. Ed è quella di mescolare insieme il fascino dell&#8217;Antartide, una ricerca scientifica in corso, le nuove tecnologie (il web) e di mettere il tutto nelle mani di persone come Paolo e Roberto. Persone appassionate del loro lavoro di ricercatore ma anche motivate e capaci di condividerlo con il mondo della scuola. Che sanno perfettamente che il proprio lavoro può aiutare (per davvero) il mondo della scuola ad essere migliore. Grazie Paolo e Roberto!</p>
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		<title>Fine e…. inizio</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 19:02:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Larissa]]></category>

		<category><![CDATA[Collasso]]></category>

		<category><![CDATA[Livello del mare]]></category>

		<category><![CDATA[Ross Ice Shelf]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici,
 
 
 
siamo  giunti finalmente alla conclusione di questa nostra bella avventura tra scienza ed esplorazione nella Penisola Antartica. I nostri sono rientrati negli Stati Uniti mentre Roberto si sta prendendo un meritato periodo di vacanza in Patagonia. Ora comincia il lavoro prettamente scientifico. Beh, “ora” si fa per dire perché le carote [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Cari amici,</p>
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<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
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<p class="MsoNormal"><span lang="IT">siamo  giunti </span><span lang="IT">finalmente</span><span lang="IT"> alla conclusione di questa nostra bella avventura tra scienza ed esplorazione nella Penisola Antartica. I nostri sono rientrati negli Stati Uniti mentre Roberto si sta prendendo un meritato periodo di vacanza in Patagonia. Ora comincia il lavoro prettamente scientifico. Beh, “ora” si fa per dire perché le carote di ghiaccio sono ancora a <a href="http://www.progettosmilla.it/2/2009/12/31/carote-di-ghiaccio%E2%80%A6-cosa/">Rhotera</a> in Antartide e fra un po’ verranno imbarcate su una nave che le porterà negli Stati Uniti. Arriveranno in laboratorio verso la fine di giugno ed in breve cominceranno le analisi chimiche che dureranno….. almeno 2 anni! No ragazzi, non é come su CSI dove basta fare la scansione di un campione ed i risultati appaiono subito su un grafico luminoso….. Qui bisogna tagliare il ghiaccio campione per campione, decontaminarlo pazientemente, ed analizzarlo con strumenti non proprio…. automatici. L’abilità dell’operatore conta e conterà ancora moltissimo. Insomma la prima qualità di un ricercatore é la pazienza e….. ahimé così anche di chi attende con ansia i risultati….. </span></p>
<div id="attachment_1428" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://www.nasa.gov/images/content/103654main_13Larsen_Map.jpg"><img class="size-medium wp-image-1428" title="103654main_13larsen_map" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/03/103654main_13larsen_map-250x300.jpg" alt="La piattaforma di ghiaccio Larsen B durante la frantumazione nel 2003 e a sinistra i ghiacciai che l’alimentavano e che subito dopo il collasso hanno cominciato ad accelerare verso il mare" width="250" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La piattaforma di ghiaccio Larsen B durante la frantumazione nel 2003 e a sinistra i ghiacciai che l’alimentavano e che subito dopo il collasso hanno cominciato ad accelerare verso il mare</p></div>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
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<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Ma torniamo per un attimo nella Penisola Antartica. C’é grande attesa per i nostri risultati perché tutti vogliono sapere se nel passato ci sono state condizioni climatiche simili a quelle attuali (<a href="http://www.progettosmilla.it/2/2009/12/11/alla-scoperta-di-larissa/">fortissimo riscaldamento</a> in questa zona</span><span lang="IT">) che possono essere collegate ad eventuali precedenti frantumazioni della piattaforma Larsen B. Ma perché la comprensione di questo evento é così importante per tutto il pianeta? In fondo si tratta di una lastra di ghiaccio. Ok sarà anche grande come una provincia italiana, ma che importanza può avere se confrontata a tutto il pianeta ????<span> </span>C’é un problema…. e riguarda l’innalzamento dei mari. Ma il problema non é la Larsen. Questa “lastra di ghiaccio” infatti galleggiava sul mare anche prima di frantumarsi e, come un cubetto che si sta sciogliendo in un bicchiere non alza il livello della bevanda, così la frantumazione della Larsen non ha provocato nessun innalzamento del livello dei mari. Il problema é che la Larsen, quando era ancorata alla terraferma, era rifornita di ghiaccio da diversi ghiacciai che fluivano dall’entroterra della Penisola Antartica. In qualche modo la Larsen faceva come da “diga” a questi fiumi di ghiaccio. E una volta che la Larsen si é frantumata é successo esattamente quello che pensate…..I ghiacciai che l’alimentavano, una volta liberi da ogni resistenza a valle, hanno cominciato a scorrere più velocemente verso il mare. E<span> </span>quindi a portarvi una quantità di ghiaccio maggiore. E questo ghiaccio certamente contribuisce ad alzare il livello dei mari perché prima se ne stava buono buono appoggiato sulla terraferma. </span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span id="more-1427"></span><span lang="IT">Ok, ma cosa vuoi che siano due o tre ghiacciai che cominciano a scaricare in mare più ghiaccio? Questo é il punto. Attorno all’Antartide esistono molte piattaforme di ghiaccio e molto più grandi della Larsen, molte delle quali fanno da “diga” a sistemi di ghiacciai molto più grandi. Ad esempio nella Ross Ice shelf<span> </span>“sfocia” buona parte del ghiaccio dell’Antartide Occidentali. </span></p>
<div id="attachment_1429" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.eoearth.org/upload/thumb/d/d5/Moa_iceshelves.jpg/330px-Moa_iceshelves.jpg"><img class="size-medium wp-image-1429" title="330px-moa_iceshelves" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/03/330px-moa_iceshelves-300x235.jpg" alt="Le principali piattaforme di ghiaccio dell’Antartide: sono tutte molto più estese della Larsen B e se si frantumassero farebbero accelerare una grande massa di ghiacci verso il mare che ne innalzerebbero il livello." width="300" height="235" /></a><p class="wp-caption-text">Le principali piattaforme di ghiaccio dell’Antartide: sono tutte molto più estese della Larsen B e se si frantumassero farebbero accelerare una grande massa di ghiacci verso il mare che ne innalzerebbero il livello.</p></div>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Beh, se anche questa dovesse staccarsi, ed i ghiacciai che l’alimentano cominciassero ad accelerare, l’incremento del livello dei mari alla fine sarebbe pari a diversi metri….. ed allora potremmo dire ciao a buona parte delle linee costiere di tutto il mondo, incluse città, villaggi, campi agricoli ecc. E tutto questo potrebbe avvenire molto rapidamente in seguito all’aumento delle temperature che come sapete, é già iniziato anche in Antartide da <a href="http://www.progettosmilla.it/2/2009/12/11/alla-scoperta-di-larissa/">50 anni</a>. Il problema é che non sappiamo se questo<span> </span>potrà succedere veramente, a quale temperatura del pianeta e soprattutto quando. Per questo motivo la Larsen costituisce un esempio formidabile per capire come funzionano questi sistemi così complicati.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Cari amici, per il momento la nostra avventura finisce qui. Potete naturalmente continuare a farci domande e commenti nella sezione qui sotto. Cercheremo di rispondervi al più presto. Grazie a tutti per i vostri contributi ed in particolare a Roberto ed Ellen. Grazie anche a Matteo per l’ospitalità e la preziosa assistenza e a Giancarlo per l’aiuto tecnico. E ora, come si dice nelle trasmissioni televisive …. a voi la linea!</span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Prima di tornare&#8230;..</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 21:34:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Larissa]]></category>

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		<description><![CDATA[Finita la perforazione Roberto, Ellen e gli altri sono rientrati a Rhotera e si stanno preparando per tornare in Sud America. Ecco l’ultima cronaca di questa avventura tra scienza ed esplorazione attraverso il racconto di Roberto:
Eccomi qua….. un po&#8217; stanchino. Al campo beta é stata una corsa finale veramente impegnativa: un giorno intero di lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finita la perforazione Roberto, Ellen e gli altri sono rientrati a Rhotera e si stanno preparando per tornare in Sud America. Ecco l’ultima cronaca di questa avventura tra scienza ed esplorazione attraverso il racconto di Roberto:</p>
<div id="attachment_1419" class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p10507801.jpg"><img class="size-full wp-image-1419" title="p10507801" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p10507801.jpg" alt="Ecco cosa é rimasto del campo beta: una stazione meteorologica, sentinella del clima che verrà" width="120" height="160" /></a><p class="wp-caption-text">Ecco cosa é rimasto del campo beta </p></div>
<p style="text-align: right;"><em>Eccomi qua….. un po&#8217; stanchino. Al campo beta é stata una corsa finale veramente impegnativa: un giorno intero di lavoro ininterrotto, senza pause per mangiare (eccetto qualche cioccolata). Dopo la partenza di Victor ed Ellen ci siamo trovati a preparare tutto in pochi, e, come se non bastasse, ad aiutare Ted Scambos con l&#8217;allestimento della sua stazione meteorologica.  Però il nostro pilota, Ricky, ha insistito perché tutti tornassero alla base entro la sera, in quanto una giornata di bel tempo come quella non capita certo tutti i giorni. E cosi alle 23 ho fatto rientro a Rhotera insieme a Thai, praticamente sfinito&#8230; Sembra banale ma come potete immaginare non é stato facile organizzare &#8220;l&#8217;evacuazione del campo&#8221;, in quanto bisogna avere sempre una riserva di emergenza (tende e cibo, gas e attrezzatura di emergenza). Alla fine eravamo rimasti con poco cibo, diciamo per soli 7 giorni, e una sola tenda per un &#8216;eventuale prolungata permanenza (infatti il tempo si stava chiudendo, e tra un volo e l&#8217;altro dalla base passano 2-3 ore). In totale ci sono stati 6 voli grazie a due aerei messi a disposizione (uno canadese e uno inglese).</em></p>
<p><span id="more-1417"></span></p>
<p>Roberto, innanzitutto come ti senti dopo 40 giorni passati sul ghiaccio?<br />
<em>Devo ammettere che mi sento un po&#8217; stanco fisicamente. Non abbiamo praticamente avuto neanche un giorno di completo riposo: la vita al campo richiede sempre alcuni &#8220;lavori di manutenzione&#8221;.</em></p>
<div id="attachment_1420" class="wp-caption alignleft" style="width: 170px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p1050788.jpg"><img class="size-full wp-image-1420" title="p1050788" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p1050788.jpg" alt="In volo verso Rhotera: ecco le montagne (per lo più inesplorate) della Penisola Antartica" width="160" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">In volo verso Rhotera: ecco le montagne (per lo più inesplorate) della Penisola Antartica</p></div>
<p style="text-align: right;">Avete raggiunto il vostro obiettivo: avete mai dubitato di potercela fare?<em> Se devo essere sincero, io sono sempre stato piuttosto ottimista, confidando nelle capacità tecniche di Victor e Vladimir. Certo, quando si é bloccato anche il secondo carotiere il morale di tutti i componenti del team ha subito un duro colpo. In quei momenti avevamo due prospettive: mollare tutto, e tornare indietro incassando, oltre il danno (il mancato raggiungimento dell’obiettivo), anche la beffa (la perdita di due perforatori); oppure continuare a &#8220;lottare&#8221; senza interruzione, evitando di perdere tempo prezioso, ben consapevoli che ogni sforzo avrebbe potuto rivelarsi inutile. A mio parere, due sono stati i fattori determinanti: la bravura di Victor nell’inventarsi una soluzione efficace, e la visita di Ted Scambos ed il suo gruppo, che in qualche modo ci ha sollevato il morale (é piacevole parlare con persone nuove dopo tanto tempo!)</em></p>
<div id="attachment_1421" class="wp-caption alignright" style="width: 170px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p1050826.jpg"><img class="size-full wp-image-1421" title="p1050826" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p1050826.jpg" alt="A Rhotera si fanno i preparativi per tornare a casa" width="160" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">A Rhotera si fanno i preparativi per tornare a casa</p></div>
<p>Cosa ti é piaciuto di più di questo periodo passato al campo remoto beta?<br />
<em>É difficile per me trovare una cosa che mi é piaciuta di più delle altre: sono rimasto sorpreso nel constatare quanto possa fare piacere vedere ogni tanto nuove persone (ad esempio i piloti Ricky e Dave); entusiasta nel vedere le operazioni degli stessi con il Twin Otter. Dal punto di visto naturalistico, mi pare ancora di sentire il silenzio assordante del Bruce Plateau (un vero silenzio antartico, quando il vento non soffia), e conservo negli occhi il volo libero dello skua (una specie di gabbiano antartico) che veniva a farci visita ogni tanto (unica forma vivente oltre a noi), per poi sparire all&#8217;orizzonte.</em></p>
<p>Cosa invece ti é mancato più di tutto?<br />
<em>Dal punto di vista dell&#8217;avventura, mi é mancata molto la possibilità di poter esplorare le fantastiche coste che circondavano il campo (a circa 15 km a Est ed Ovest) e salire le cime delle montagne che osservavo all&#8217;orizzonte. Dal punto di vista umano, mi é mancata la possibilità di parlare in italiano con qualcuno (anche se così ho migliorato il mio inglese e il mio spagnolo), ed in particolare mi é mancata Anna, la mia ragazza, che ora lavora in Belgio.</em></p>
<div id="attachment_1422" class="wp-caption alignleft" style="width: 170px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p1050729.jpg"><img class="size-full wp-image-1422" title="p1050729" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p1050729.jpg" alt="Memorie antartiche: effetto ottico dovuto all’interazione dei raggi solari coi cristalli di ghiaccio della sottile aria Antartica" width="160" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">Memorie antartiche: effetto ottico dovuto all’interazione dei raggi solari coi cristalli di ghiaccio della sottile aria Antartica</p></div>
<p style="text-align: left;">Cosa hai imparato dai tuoi colleghi?<br />
<em>Ho imparato cosa significa essere veramente determinati a raggiungere un obiettivo: Ellen e Victor in questo caso sono un ottimo esempio. Nulla può distrarre la loro attenzione, quando sono concentrati su un lavoro.</em></p>
<p>Cosa farai ora?<br />
<em>Ora, una volta ritornato a  Columbus, continueró a lavorare al mio progetto finanziato dalla Fondazione Caritro (si tratta di un monitoraggio delle superfici e dei volumi dei ghiacciai per mezzo di immagini satellitari e foto aeree), per poi tornare sulle Alpi a studiare con le medesime tecniche i nostri ghiacciai, appoggiato dall’EURAC di Bolzano e dal Museo Tridentino.</em></p>
<p>La nostra avventura volge all’epilogo ma prima di lasciarvi, vi sveleremo l’ultimo segreto: perché quello che sta accadendo nella Penisola Antartica é importante per il clima di tutto il pianeta? Lo vedremo nell’ultimo post a nostra disposizione!</p>
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		<title>Grandi!</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 21:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Larissa]]></category>

		<category><![CDATA[carota di ghiaccio]]></category>

		<category><![CDATA[Penisola Antartica]]></category>

		<category><![CDATA[Vento]]></category>

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<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Alla fine ce l’hanno fatta, i nostri dopo più di 40 giorni passati su un ghiacciaio remoto della Penisola Antartica, hanno finalmente estratto l’ultima carota di ghiaccio e raggiunto la base rocciosa. Dalle parole di Roberto si sente tutta la soddisfazione per l’obiettivo raggiunto ma anche la fatica accumulata, probabilmente non solo fisica ma anche mentale. Molte volte in spedizioni alpinistiche o avventurose in luoghi remoti come questo, il gruppo é formato da buoni amici o addirittura parenti. Questo é invece un gruppo innanzitutto di colleghi, affiancati l’uno all’altro dalle proprie competenze professionali. Per quanto vi stiano simpatici i vostri colleghi, ci passereste 40 giorni insieme in uno spazio piccolo come la cabina di un’astronave? É quello che Roberto, Ellen, Victor, Thai, Felix e Vladimir hanno fatto. Complimenti a tutti per tutto dunque! Ecco l’ultimo racconto di Roberto dal campo beta, nella Penisola Antartica:<em> </em></span></p>
<div id="attachment_1407" class="wp-caption alignleft" style="width: 460px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/dsc_3669-team-at-completion-of-drilling.jpg"><img class="size-full wp-image-1407" title="dsc_3669-team-at-completion-of-drilling" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/dsc_3669-team-at-completion-of-drilling.jpg" alt="Il gruppo di perforazione dopo 40 giorni passati sul ghiaccio: da sinistra Roberto, Victor, Vladimir, Felix ed Ellen." width="450" height="299" /></a><p class="wp-caption-text">Il gruppo di perforazione dopo 40 giorni passati sul ghiaccio: da sinistra Roberto, Victor, Vladimir, Felix ed Ellen.</p></div>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><em>Vi annuncio che abbiamo terminato la perforazione a circa 445 m di profondità, dunque circa 20 m più in basso di quanto ci aspettavamo  dalle stime fatte con il radar. Anche il primo carotiere che era rimasto intrappolato é stato recuperato con un ingegnoso sistema di Victor! Ora abbiamo terminato praticamente tutti i lavori che ci eravamo prefissati e pensiamo solo a partire alla volta della base inglese di Rohtera. Potete immaginarvi la voglia di dormire in un letto vero e mangiare al calduccio&#8230;dopo circa 40 giorni di permanenza sul ghiaccio.</em></span></p>
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<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span id="more-1406"></span></p>
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<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<div id="attachment_1408" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/dsc_3678-last-piece-of-core.jpg"><img class="size-medium wp-image-1408" title="dsc_3678-last-piece-of-core" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/dsc_3678-last-piece-of-core-300x113.jpg" alt="" width="300" height="113" /></a><p class="wp-caption-text">L’ultima e più profonda sezione di ghiaccio estratta a 445 metri di profondità</p></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;"><span lang="IT"><em>Negli ultimi tre giorni il tempo però si é messo male. Sta soffiando infatti un forte vento (forse il più forte fino ad ora) e nevica ininterrottamente. Siamo però pieni di speranza: le previsioni infatti vedono un miglioramento per sabato sera. Saremo pronti per approfittare di questa “finestra di bel tempo”. Dobbiamo però tenere in considerazione che abbiamo ben 6 carichi di materiale da spedire. Le prime persone a partire saranno Victor, Ellen e Vladimir, che si occuperanno dell&#8217;organizzazione del materiale a Rothera. </em></span></p>
<div id="attachment_1409" class="wp-caption alignright" style="width: 170px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p1050724.jpg"><img class="size-medium wp-image-1409" title="p1050724" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p1050724.jpg" alt="Il campo beta nell’ennesima bufera di vento" width="160" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">Il campo beta nell’ennesima bufera di vento</p></div>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><em>Un<span> </span>ulteriore punto interrogativo riguarda il gruppo Ted Scambos che ci ha chiesto di aiutare il suo gruppo per mettere in posizione la stazione meteorologica che hanno assemblato qui durante la loro permanenza. Non é un affare da poco perché la stazione é alta almeno 10 metri e ci vogliono almeno 5 persone e alcune ore di lavoro per fissarla. Comunque un paio di persone del loro gruppo dovrebbero riuscire a raggiungerci con il primo volo aereo per aiutarci. </em></span></p>
<div id="attachment_1410" class="wp-caption alignleft" style="width: 170px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p1050784.jpg"><img class="size-full wp-image-1410" title="p1050784" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p1050784.jpg" alt="Giochi di nuvole e luce al campo beta" width="160" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">Giochi di nuvole e luce al campo beta</p></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span lang="IT"><em>Una nota positiva riguarda invece la disponibilità dei Twin Otters, ovvero i voli aerei che gli inglesi ci hanno offerto, come avevano fatto a dicembre, quando siamo arrivati qui. Questo sarà decisivo, soprattutto perché in questo momento dobbiamo condividere il &#8220;nostro&#8221; Twin Otter con il gruppo di Ted Scambos, che sta lavorando su diversi ghiacciai sulla penisola. Infatti l&#8217;avere solamente un aereo a disposizione implicherebbe inevitabilmente vedersi sfuggire le gi</em></span><span lang="IT"><em>à</em></span><span lang="IT"><em> poche passibilità di uscire da questo campo…. Staremo a vedere che succede, noi siamo pronti, ed il meteo sarà decisivo!”</em></span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Per un pelo&#8230;.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 02:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Larissa]]></category>

		<category><![CDATA[carotiere termico]]></category>

		<category><![CDATA[Penisola Antartica]]></category>

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		<description><![CDATA[ 

Eh, si cari amici questa volta abbiamo veramente sudato freddo perché stava per capitare un’altra volta. Il carotiere termico, quello che recupera la carota fondendo il ghiaccio (invece che tagliarlo), si era bloccato a oltre 300 metri di profondità e questo era l’ultimo carotiere a disposizione. Tutto per fortuna poi si é risolto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]><xml> <o:DocumentProperties> <o:Template>Normal</o:Template> <o:Revision>0</o:Revision> <o:TotalTime>0</o:TotalTime> <o:Pages>1</o:Pages> <o:Words>646</o:Words> <o:Characters>3687</o:Characters> <o:Lines>30</o:Lines> <o:Paragraphs>7</o:Paragraphs> <o:CharactersWithSpaces>4527</o:CharactersWithSpaces> <o:Version>11.1282</o:Version> </o:DocumentProperties> <o:OfficeDocumentSettings> <o:AllowPNG /> </o:OfficeDocumentSettings> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:DoNotShowRevisions /> <w:DoNotPrintRevisions /> <w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery>0</w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery> <w:DisplayVerticalDrawingGridEvery>0</w:DisplayVerticalDrawingGridEvery> <w:UseMarginsForDrawingGridOrigin /> </w:WordDocument> </xml><![endif]--> <!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--><!--[endif]-->Eh, si cari amici questa volta abbiamo veramente sudato freddo perché stava per capitare un’altra volta. Il carotiere termico, quello che recupera la carota fondendo il ghiaccio (invece che tagliarlo), si era bloccato a oltre 300 metri di profondità e questo era l’ultimo carotiere a disposizione. Tutto per fortuna poi si<span> </span>é risolto e lo potete leggere dalla soddisfazione negli occhi di Roberto e Felix. Ma sentiamo direttamente dal campo remoto Beta come é andata attraverso questo nuovo racconto di Roberto:</span></p>
<div id="attachment_1397" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/fig-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1397" title="fig-1" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/fig-1-300x224.jpg" alt="Felix e Roberto visibilmente soddisfatti per aver appena recuperato il carotiere termico " width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Felix e Roberto visibilmente soddisfatti per aver appena recuperato il carotiere termico </p></div>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT">Scusate il ritardo nello scrivervi, ma abbiamo avuto parecchio lavoro e tensione negli ultimi 4 giorni. In sostanza è successo che il carotiere termico si è bloccato a circa 380 m di profondità. La causa è stato un corto circuito, il quale ha avuto come conseguenza il raffreddamento della testa del carotiere e il suo immediato congelamento. Il problema è stato dunque cercare di estrarlo, evitando di danneggiarlo in modo da poter proseguire la perforazione ormai così vicina allo strato roccioso (dovrebbero mancare solo una cinquantina di metri!). Victor e Vladimir, i nostri perforatori russi, hanno inventato e sperimentato diverse possibili metodi per salvare il carotiere, quali ad esempio cercare di raggiungere con dell’anticongelante il carotiere per sciogliere il ghiaccio che lo intrappola in profondità. Non è un&#8217;operazione banale come potrebbe sembrare, perché a quasi<span> </span>400 metri di profondità, la temperatura di circa -15 C e la presenza del cavo lungo tutta la lunghezza del foro, creano grossi problemi. </span></em></p>
<p class="MsoNormal"><span id="more-1396"></span></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT">Alla fine, questa mattina, dopo avere atteso molto tempo perchè l’anticongelante facesse il suo dovere sciogliendo il ghiaccio, siamo finalmente riusciti a salvare il carotiere e i 66 cm di carota di ghiaccio che conteneva.</span></em></p>
<div id="attachment_1398" class="wp-caption alignright" style="width: 234px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p1050519.jpg"><img class="size-medium wp-image-1398" title="p1050519" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p1050519-224x300.jpg" alt="Victor e Vladimir prima di lanciare l’anticongelante nel foro" width="224" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Victor e Vladimir prima di lanciare l’anticongelante nel foro</p></div>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT">Questa settimana abbiamo avuto come ospiti <a href="http://www.hamilton.edu/news/exp/larissa/principleinvestigatorsandcollaborators.html">Ted Scambos</a> e il suo gruppo di ricerca, che ci hanno raggiunto con un paio di voli di elicottero direttamente dalla nave Palmer, ancorata in un fiordo qua vicino (si tratta della nave che ospita gran parte dei ricercatori del progetto <a href="http://www.progettosmilla.it/2/2009/12/02/benvenuti/">Larissa</a>, e che sta navigando intorno alla penisola Antartica). Sono rimasti al nostro campo per due notti ed é stato molto piacevole incontrare persone diverse, dopo quasi un mese passato solo tra noi sei! Oltre ad offrire loro vitto e alloggio, li abbiamo aiutati ad effettuare alcuni rilievi di misura col GPS. Inoltre hanno assemblato una stazione meteorologica che provvederanno a predisporre sopra il nostro foro di perforazione non appena termineremo il carotaggio. Questa misurerà la temperatura nel foro, le precipitazioni, l&#8217;umidità.</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></em></p>
<div id="attachment_1399" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p1050513.jpg"><img class="size-medium wp-image-1399" title="p1050513" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p1050513-300x224.jpg" alt="L’elicottero che ha portato il team di Ted Scambos al campo remoto Beta" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">L’elicottero che ha portato il team di Ted Scambos al campo remoto Beta</p></div>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT">Ora abbiamo dunque ripreso a “carotare”: alla profondità raggiunta la temperatura nel foro varia da -15 a -13.5 C. Per ora, oltre alle fratture dovute alla perforazione e alla decompressione del ghiaccio, si vedono sulle carote solamente alcune parti fuse e ricongelate. Ogni volta estraiamo ben 2 metri di ghiaccio la cui qualità è decisamente migliorata da quando utilizziamo il carotiere termico.</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT">Siamo fortunati ed abbiamo molto cibo a nostra disposizione: dalla carne al pesce e verdura surgelata, ai più &#8220;classici&#8221; cibi liofilizzati. Manca qualche birra o una buona bottiglia di vino ma Ellen, il nostro capo, ha optato per un “dry-camp” (nota: significa “campo asciutto” ovvero senza la possibilità di bere alcolici).</span></em></p>
<div id="attachment_1400" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p1050555.jpg"><img class="size-medium wp-image-1400" title="p1050555" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/p1050555-300x224.jpg" alt="La stazione meteorologica che sara montata sopra il foro dal gruppo di Ted Scambos" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">La stazione meteorologica che sara montata sopra il foro dal gruppo di Ted Scambos</p></div>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT">Più che la luce, sempre presente, é a volte il vento ad interrompere il nostro sonno. Le bandierine intorno alle tende (posizionate per evitare di perdersi durante le tempeste) creano talvolta un sottofondo un po&#8217; fastidioso. La luce non è così intensa, e poi ci si può coprire con il sacco a pelo…..e in ogni caso siamo molto stanchi la sera! Generalmente verso le 21.30-22 andiamo infatti a dormire, per poi alzarci alle 7.30. Grazie alla latitudine non particolarmente elevata (66 gradi circa) riusciamo perfino ad avere un accenno di alba e <a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1050456.jpg">tramonto</a> …..</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></em></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Ricapitoliamo !</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 10:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<category><![CDATA[Base Mario Zucchelli]]></category>

		<category><![CDATA[Joides Resolution]]></category>

		<category><![CDATA[Terra di Wilkes]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao!
Interrompiamo momentaneamente la appassionante cronaca della spedizione della ricerca LARISSA per fare un pò il &#8220;punto della situazione&#8221;.
Da circa due mesi stiamo seguendo questa spedizione scientifica che si svolge nella penisola antartica. Vi sta partecipando Roberto, un ricercatore italiano che ci racconta le sue vicissitudini grazie a cronache incredibili (son quelle con il titolo su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao!<br />
Interrompiamo momentaneamente la appassionante cronaca della spedizione della ricerca LARISSA per fare un pò il &#8220;punto della situazione&#8221;.</p>
<div id="attachment_1393" class="wp-caption alignleft" style="width: 363px"><img class="size-full wp-image-1393 " title="ant-update10" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/02/ant-update10.jpg" alt="Localizzazione delle 3 ricerche in corso di svolgimento: LARISSA, JOIDES RESOLUTION e i lavori presso la base Mario Zucchelli" width="353" height="350" /><p class="wp-caption-text">Localizzazione delle 3 ricerche in corso di svolgimento in Antartide: LARISSA, JOIDES RESOLUTION e i lavori presso la base Mario Zucchelli</p></div>
<p>Da circa due mesi stiamo seguendo questa spedizione scientifica che si svolge nella penisola antartica. Vi sta partecipando Roberto, un ricercatore italiano che ci racconta le sue vicissitudini grazie a cronache incredibili (son quelle con il titolo su sfondo arancione) raccontate grazie ad un telefono satellitare e a Paolo che scrive e descrive le operazioni su queste pagine web.</p>
<p>Come avrete constatao ne stanno succedendo davvero di tutti i colori: strumenti rotti, voli di aquiloni e tempeste di vento e neve&#8230;.<br />
Vi ricordiamo che su queste pagine <strong>POTETE ANCHE COMMENTARE </strong>ogni cronaca in maniera facile e veloce. Paolo e Roberto sono a vostra disposizione per rispondere a qualsiasi domanda o curiosità. Qualsiasi. Provare per credere.</p>
<p>In questo momento in Antartide si stanno svolgendo parecchie altre spedizioni scientifiche.</p>
<p>Ve ne vogliamo segnalare solo altre due (vedi mappa), adatte per studenti e insegnanti, che potere seguire tramite web <a href="http://www.mna.it/blogMNA/" target="_blank">sul blog del Museo Nazionale dell&#8217;Antartide (MNA).</a><br />
La prima si sta svolgendo su una nave oceanografica americana, la <a href="http://joidesresolution.org/blog" target="_blank">JOIDES RESOLUTION</a>. Partita dalla Nuova Zelanda a metà Gennaio, la nave ha attraversato il terribile oceano australe incontrando una burrasca molto violenta (leggete la cronaca, è da da pelle d&#8217;oca) e ora si trova presso la &#8220;Terra di Wilkes&#8221; dove sta facendo dei carotaggi del fondale marino. A questa spedizione stanno partecipando anche alcuni ricercatori americani del gruppo di ANDRILL e infatti gli scopi scientifici delle due ricerche son molto simili.</p>
<p>La seconda spedizione che potete seguire sul blog del MNA si sta svolgendo presso la base italiana &#8220;Mario Zucchelli&#8221;. Qui pochi giorni fa alcuni sommozzatori italiani si sono immersi sotto al ghiaccio per scopi scientifici. Temperatura dell&#8217;acqua -1,8°C. SI&#8217; SI avete letto bene <strong>menoungradovirgolaottocentigrado</strong>&#8230;. Provate a leggere la cronaca. sembra la descrizione di un mondo talmente remoto che pare provenga da un altro pianeta.</p>
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		<title>Sempre più in basso!</title>
		<link>http://www.progettosmilla.it/2/2010/01/29/sempre-piu-in-basso/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 21:57:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Larissa]]></category>

		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<category><![CDATA[carotiere termico]]></category>

		<category><![CDATA[Vento]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
In Antartide funziona tutto al contrario: più vai giù (nel ghiaccio) e più ti tiri su (di morale). Ma ora il carotiere è rimasto bloccato a 150 m di profondità. Roberto, Ellen, Felix, Victor, Vladimir e Thai non si danno per vinti: il momento è topico.
 
Ellen, il capospedizione ci scrive: “Siamo molto ottimisti: [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal"><span lang="IT">In Antartide funziona tutto al contrario: più vai giù (nel ghiaccio) e più ti tiri su (di morale). Ma ora il carotiere è rimasto bloccato a 150 m di profondità. Roberto, Ellen, Felix, Victor, Vladimir e Thai non si danno per vinti: il momento è topico.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Ellen, il capospedizione ci scrive: <em>“Siamo molto ottimisti: sono convinta che recupereremo il carotiere a 150 m di profondità. In ogni caso non tenteremo di estrarlo fino a quando non avremo completato il secondo foro con il carotiere di riserva con cui ora stiamo lavorando”</em>.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<div id="attachment_1366" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/imgp3352.jpg"><img class="size-medium wp-image-1366" title="imgp3352" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/imgp3352-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Nonostante le difficoltà tecniche col carotaggio Roberto,  Felix e Vladimir (da sinistra a destra) rimangono di buon umore: eccoli in un momento di pausa nella tenda cucina.   </p></div>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;"><span lang="IT">Ed ecco l’aggiornamento di Roberto. <em>“Dopo una settimana di brutto tempo costante, con vento e neve (ma per fortuna con temperature mai al di sotto di -15 C) finalmente sono tre giorni che riusciamo a guardarci intorno. La penisola in questo punto è molto sottile ed è possibile intravedere ad est, in lontananza, la piattaforma Larsen C, mentre ad ovest si vedono le montagne e i ghiacciai che scendono fino all&#8217;oceano. Sono panorami di una bellezza incredibile ed uno non smetterebbe mai di guardarsi attorno.<br />
</em></span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--><em> </em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span id="more-1365"></span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> </span></p>
<div id="attachment_1367" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1050432.jpg"><img class="size-medium wp-image-1367" title="p1050432" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1050432-300x224.jpg" alt="Roberto tra una perforazione e l’altra: alla caccia di vento con un aquilone." width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Roberto tra una perforazione e l’altra: alla caccia di vento con un aquilone.</p></div>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><em>Dopo aver perforato circa 215 metri col carotiere di riserva, abbiamo avuto alcuni problemi nel perforare il ghiaccio che sembrava estremamente fragile.<span> </span>Così abbiamo usato il nostro terzo (e ultimo carotiere), quello termico. Si tratta di uno speciale carotiere che invece di tagliare il ghiaccio lo fonde grazie ad una testa rotante riscaldata. Lo svantaggio è che consuma moltissima energia elettrica ed inoltre l’acqua di fusione rischia sempre di congelare e bloccarlo in profondità. Abbiamo avuto anche dei problemi con un motore, e stiamo chiedendo supporto alla nave <a href="http://www.mbari.org/expeditions/Antarctic09/images/eguipment/NathanielBPalmer.jpg ">Palmer</a> che sta navigando nei pressi della penisola Antartica per fare altre indagini scientifiche nell’ambito del progetto Larissa. Ora inizia la &#8220;zona critica&#8221;, e Victor e Vladimir stanno imparando a conoscere questo ghiaccio, una carota dopo l’altra. Ad ogni modo con l&#8217;aumentare della profondità e verosimilmente della temperatura del ghiaccio (oggi faremo dei test), la qualità delle carote sta migliorando visibilmente.</em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<div id="attachment_1368" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1050456.jpg"><img class="size-medium wp-image-1368" title="p1050456" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1050456-300x224.jpg" alt="Sole di mezzanotte al campo remoto Beta, nella Penisola Antartica." width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Sole di mezzanotte al campo remoto Beta, nella Penisola Antartica.</p></div>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: right;"><span lang="IT"><em>In questo momento vi scrivo dalla tenda cucina, ed ora c&#8217;è un gran vento. Questa è la nostra prima giornata di non-pausa (nel senso che comunque si farà qualche lavoretto) dopo ben venti giorni di lavoro continuo. Come vi dicevo il tempo atmosferico è quello che è&#8230;il tempo della Penisola Antartica! Abbiamo avuto un paio di giorni con venti intorno ai 50 km/h, ma non penso siano sufficienti per chiamarla tempesta&#8230;.temo che se dovesse venirne una vera, potrebbe essere molto peggio. </em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p><span lang="IT"><!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<div id="attachment_1371" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p10504721.jpg"><img class="size-medium wp-image-1371" title="p10504721" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p10504721-300x224.jpg" alt="La tenda di Roberto dopo una bufera di vento e neve: la Penisola Antartica si conferma uno dei luoghi col tempo meteorologico più inclemente." width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">La tenda di Roberto dopo una bufera di vento e neve: la Penisola Antartica si conferma uno dei luoghi col tempo meteorologico più inclemente.</p></div>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><em>Tenda e sacco a pelo qui fanno la differenza. Il cibo è ottimo, e in giusta quantità. Dunque, nonostante le esclamazioni di alcuni di noi alla vista di queste cibarie (del tipo: è troppo! che inutile varietà! a noi basta molto meno ecc.), ora tutti, nessuno escluso, ne stanno usufruendo alla grande, ricercando le sfiziosità più impensabili a circa 70 gradi di latitudine sud&#8230;ma va bene così, cibo e umore vanno di pari passo. Sembra invece che per due settimane non avremmo più rifornimenti dal nostro aereo, il Twin Otter che è impegnato in altre operazioni in Antartide&#8230;.</em></span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Ci siamo persi il carotiere….</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 21:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Larissa]]></category>

		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<category><![CDATA[carota di ghiaccio]]></category>

		<category><![CDATA[Carotiere]]></category>

		<category><![CDATA[clima]]></category>

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		<description><![CDATA[Pronti via! Arrivati sul sito di perforazione i nostri hanno assemblato il carotiere per cominciare la perforazione nel ghiaccio. Ma cos’è un carotiere? Beh, non è altro che una specie di tubo rotante di circa 3 m con alla base dei coltelli ed in cima un motore che lo fa girare. È una macchina in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--><!--[endif]-->Pronti via! Arrivati sul <a href="http://www.progettosmilla.it/2/2010/01/11/qui-campo-remoto-beta-ci-sentite/ ">sito di perforazione</a> i nostri hanno assemblato il carotiere per cominciare la perforazione nel ghiaccio. Ma cos’è un carotiere? Beh, non è altro che una specie di tubo rotante di circa 3 m con alla base dei coltelli ed in cima un motore che lo fa girare. È una macchina in realtà molto più complessa di quanto detto… ma giusto per dare un’idea, ok? </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Questo “tubo rotante” viene calato ogni volta nel foro tramite un cavo che fa da sostegno meccanico ma fornisce anche l’energia elettrica necessaria per far girare il motore. Ogni volta che il carotiere va giù, perfora circa 1 metro di ghiaccio e poi, riempito il tubo con la carota ghiaccio, lo si tira su in superficie e si recupera la carota. Ma sentiamo cosa ci racconta Roberto dall’Antartide:</span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<div id="attachment_1351" class="wp-caption aligncenter" style="width: 324px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/20100102-_mg_1348.jpg"><img class="size-full wp-image-1351" title="20100102-_mg_1348" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/20100102-_mg_1348.jpg" alt="L’interno del duomo dove avviene la perforazione con la torre che sostiene il carotiere. " width="314" height="209" /></a><p class="wp-caption-text">L’interno del duomo dove avviene la perforazione con la torre che sostiene il carotiere. </p></div>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="IT">“L&#8217;operazione di carotaggio era iniziata nel migliore dei modi ed in 3 giorni eravamo infatti riusciti a raggiungere 140 metri di profondità, ottenendo carote di ghiaccio di ottima qualità&#8230;..</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span id="more-1350"></span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> <strong>L&#8217;aereo a nostra disposizione ha fatto ben due voli per rifornirci di altri 50 contenitori vuoti e ritirarne ben 15 pieni di ghiaccio. Le carote estratte sono per il momento conservate in una trincea profonda 2 m e lunga 5 m (questo lavoro ci ha impegnato non poco…..).</strong></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal">
<div id="attachment_1352" class="wp-caption aligncenter" style="width: 346px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1050383.jpg"><img class="size-full wp-image-1352" title="p1050383" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1050383.jpg" alt="Una foto ravvicinata di una carota di ghiaccio: vi sono intrappolate le bolle d’aria del passato, un vero e proprio tesoro per studiare come sono cambiati l’atmosfera ed il clima nel tempo." width="336" height="369" /></a><p class="wp-caption-text">Una foto ravvicinata di una carota di ghiaccio: vi sono intrappolate le bolle d’aria del passato, un vero e proprio tesoro per studiare come sono cambiati l’atmosfera ed il clima nel tempo.</p></div>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="IT">Per ora le carote di ghiaccio sono molto omogenee: vediamo solo dei rarissimi strati di ghiaccio senza bolle d’aria che indicano brevi momenti di fusione e di ricongelamento in qualche epoca passata. Il tipico giorno di lavoro? Consiste in: colazione alle 8, inizio dei lavori alle 9. A questo punto Vladimir e Victor passano circa 30 minuti per accendere il generatore e poi iniziano a perforare. Ellen, Felix ed io invece seghiamo ed impacchettiamo la carota.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal">
<div id="attachment_1353" class="wp-caption aligncenter" style="width: 332px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/core-processing.jpg"><img class="size-full wp-image-1353" title="core-processing" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/core-processing.jpg" alt="La carota viene misurata e segata da Ellen, Roberto e Felix che la ripongono poi in appositi tubi di cartone che verranno messi in speciali contenitori bianchi." width="322" height="214" /></a><p class="wp-caption-text">La carota viene misurata e segata da Ellen, Roberto e Felix che la ripongono poi in appositi tubi di cartone che verranno messi in speciali contenitori bianchi.</p></div>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="IT">I primi giorni il ritmo è stato sostenuto ma, in seguito, con l&#8217;aumento della profondità, abbiamo incontrato maggiori difficoltà nella perforazione e i tempi si sono dilatati. Alle 13 abbiamo il pranzo preparato da Thai, il nostro camp manager. Alle 14.30 circa riprendiamo a lavorare e continuiamo fino alle 18.30-19. Dopodichè infreddoliti ceniamo e ci rifugiamo ognuno nella propria tenda.</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal">
<div id="attachment_1354" class="wp-caption aligncenter" style="width: 492px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/ice-core-storage-trench.jpg"><img class="size-full wp-image-1354" title="ice-core-storage-trench" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/ice-core-storage-trench.jpg" alt="La trincea di stoccaggio dei tubi contenti le carote di ghiaccio: qui il ghiaccio sta al fresco ed è protetto dai raggi solari che potrebbero comprometterne la conservazione." width="482" height="320" /></a><p class="wp-caption-text">La trincea di stoccaggio dei tubi contenti le carote di ghiaccio: qui il ghiaccio sta al fresco ed è protetto dai raggi solari che potrebbero comprometterne la conservazione.</p></div>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="IT">Purtroppo ieri è successo quello che non ci aspettavamo….. il cavo a cui era appeso il carotiere si è spezzato ed ora il carotiere è giù nel foro a 150 metri di profondità. Ad ogni modo siamo ottimisti: non è la prima volta che succede e Victor ha tutti gli attrezzi adatti per provare a recuperarlo. Ci proveremo più avanti perché ora ci concentriamo nella perforazione di un secondo foro (si,<span> </span>dobbiamo ripartire da capo…. come il gioco dell’oca) usando il nostro carotiere…. di riserva. Furbi eh! <img src='http://www.progettosmilla.it/2/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal">
<div id="attachment_1359" class="wp-caption aligncenter" style="width: 492px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/ice-cores-boxes-being-loaded-onto-plane2.jpg"><img class="size-full wp-image-1359" title="ice-cores-boxes-being-loaded-onto-plane2" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/ice-cores-boxes-being-loaded-onto-plane2.jpg" alt="Operazioni di carico del materiale e dei contenitori per le carote di ghiaccio sul Twin Otter. Viaggeranno fino a Rothera dove verranno stoccate in un freezer." width="482" height="320" /></a><p class="wp-caption-text">Operazioni di carico del materiale e dei contenitori per le carote di ghiaccio sul Twin Otter. Viaggeranno fino a Rothera dove verranno stoccate in un freezer.</p></div>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="IT">Il morale per il momento resta alto, il lavoro procede bene e il tempo è perfetto. Talvolta si riesce ad intravvedere persino la Larsen Ice Shelf C in lontananza (la sorella della <a href="http://www.progettosmilla.it/2/2009/12/11/alla-scoperta-di-larissa/">Larsen B</a>, quella scomparsa), oltre i picchi rocciosi che si vedono all&#8217;orizzonte…..”</span></strong></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Qui Campo Remoto Beta, ci sentite?</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 21:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Larissa]]></category>

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		<description><![CDATA[Benvenuti in Antartide! Quella vera….. Roberto, Ellen e gli altri, lasciata la base Antartica di Rothera sono finalmente arrivati al campo remoto BETA e ci hanno inviato via satellite il primo messaggio e le prime foto. L’itinerario per arrivare qui è stato lungo ma finalmente ora possono cominciare a lavorare per estrarre questa “macchina del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Benvenuti in Antartide! Quella vera…..<span> </span>Roberto, Ellen e gli altri, lasciata la <a href="http://www.progettosmilla.it/2/2010/01/07/arrivederci-rothera/">base Antartica di Rothera</a> sono finalmente arrivati al campo remoto BETA e ci hanno inviato via satellite il primo messaggio e le prime foto. L’itinerario per arrivare<a href="http://bprc.osu.edu/LARISSA/how-did-we-get-here/"> qui</a> è<span> </span>stato lungo ma finalmente ora possono cominciare a lavorare per estrarre questa “macchina del tempo” lunga 400 m, la <a href="http://www.progettosmilla.it/2/2009/12/31/carote-di-ghiaccio%E2%80%A6-cosa/">carota di ghiaccio</a> che ci svelerà l’andamento del clima del passato in questa regione dove nel 2002 si è frantumata la piattaforma di ghiaccio <a href="http://www.progettosmilla.it/2/2009/12/11/alla-scoperta-di-larissa/">Larsen B</a>. Ma sentiamo direttamente il racconto di Roberto:</span></p>
<div id="attachment_1344" class="wp-caption alignnone" style="width: 324px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/20100102-_mg_13671.jpg"><img class="size-full wp-image-1344 " title="20100102-_mg_13671" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/20100102-_mg_13671.jpg" alt="Foto aeree del campo remoto BETA nella Penisola Antartica dove Roberto del Museo Tridentino di Scienze Naturali ed Ellen del Byrd Polar Research Center stanno per iniziare una perforazione di 400 m nel ghiaccio." width="314" height="209" /></a><p class="wp-caption-text">Foto aeree del campo remoto BETA nella Penisola Antartica dove Roberto del Museo Tridentino di Scienze Naturali ed Ellen del Byrd Polar Research Center stanno per iniziare una perforazione di 400 m nel ghiaccio (Cortesia di Mike Clark).</p></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/20100102-_mg_13861.jpg"><img class="size-full wp-image-1345 aligncenter" title="20100102-_mg_13861" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/20100102-_mg_13861.jpg" alt="" width="209" height="314" /></a></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="IT"><em>Cari amici, vi scrivo dal Campo Remoto BETA. Approfittando di una parentesi di bel tempo, siamo partiti improvvisamente alle 18 di qualche giorno fa e siamo stati proiettati su questo sito disperso nella Penisola Antartica.</em></span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span id="more-1322"></span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><em><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><em><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><em><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></em></span></p>
<div id="attachment_1325" class="wp-caption alignnone" style="width: 322px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/dsc_3002-crop.jpg"><img class="size-full wp-image-1325 " title="dsc_3002-crop" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/dsc_3002-crop.jpg" alt="L’atterraggio del Twin Otter nei pressi della base BETA e le operazioni di scarico del materiale dalla carlinga." width="312" height="235" /></a><p class="wp-caption-text">L’atterraggio del Twin Otter nei pressi del campo remoto BETA e le operazioni di scarico del materiale dalla carlinga.</p></div>
<p><!--[if gte mso 9]><xml> <o:DocumentProperties> <o:Template>Normal</o:Template> <o:Revision>0</o:Revision> <o:TotalTime>0</o:TotalTime> <o:Pages>1</o:Pages> <o:Words>30</o:Words> <o:Characters>171</o:Characters> <o:Lines>1</o:Lines> <o:Paragraphs>1</o:Paragraphs> <o:CharactersWithSpaces>210</o:CharactersWithSpaces> <o:Version>11.1280</o:Version> </o:DocumentProperties> <o:OfficeDocumentSettings> <o:AllowPNG /> </o:OfficeDocumentSettings> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:DoNotShowRevisions /> <w:DoNotPrintRevisions /> <w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery>0</w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery> <w:DisplayVerticalDrawingGridEvery>0</w:DisplayVerticalDrawingGridEvery> <w:UseMarginsForDrawingGridOrigin /> </w:WordDocument> </xml><![endif]--> <!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/dsc_30284.jpg"><img class="size-full wp-image-1333  aligncenter" title="dsc_30284" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/dsc_30284.jpg" alt="" width="314" height="209" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><strong><span lang="IT"><em>Oltre al nostro aereo, la base inglese di Rothera ci ha messo a disposizione altri 3 Twin Otters e con 4 voli l&#8217;intero gruppo e gran parte del materiale è stato trasportato sul sito di perforazione. </em></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;">
<div class="mceTemp" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_1338" class="wp-caption  alignnone" style="width: 324px;">
<dt class="wp-caption-dt" style="text-align: center;"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1050281.jpg"><img class="size-full wp-image-1338 " title="p1050281" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1050281.jpg" alt="Le tende personali dove ciascun membro del gruppo trascorre la notte. Sono allineate e distanziate in questa maniera per evitare che la neve trasportata dal vento crei fastidiosi accumuli….  molto faticosi da rimuovere." width="314" height="235" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Le tende personali dove ciascun membro del gruppo trascorre la notte. Sono allineate e distanziate per evitare che la neve trasportata dal vento crei fastidiosi accumuli….  molto faticosi da rimuovere.</dd>
</dl>
</div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1050208.jpg"><img class="size-medium wp-image-1339 aligncenter" title="p1050208" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1050208-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><!--EndFragment--></p>
<p style="text-align: left;"><!--[if gte mso 9]><xml> <o:DocumentProperties> <o:Template>Normal</o:Template> <o:Revision>0</o:Revision> <o:TotalTime>0</o:TotalTime> <o:Pages>1</o:Pages> <o:Words>42</o:Words> <o:Characters>244</o:Characters> <o:Lines>2</o:Lines> <o:Paragraphs>1</o:Paragraphs> <o:CharactersWithSpaces>299</o:CharactersWithSpaces> <o:Version>11.1280</o:Version> </o:DocumentProperties> <o:OfficeDocumentSettings> <o:AllowPNG /> </o:OfficeDocumentSettings> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:DoNotShowRevisions /> <w:DoNotPrintRevisions /> <w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery>0</w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery> <w:DisplayVerticalDrawingGridEvery>0</w:DisplayVerticalDrawingGridEvery> <w:UseMarginsForDrawingGridOrigin /> </w:WordDocument> </xml><![endif]--> <!--StartFragment--><strong><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"><em>Nel vento freddo, ma con ottima visibilità, abbiamo lavorato fino alle 3 del mattino per costruire il campo</em></span><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">. <em>Siamo stati molto fortunati a trovare del tempo clemente, in particolare per la costruzione del duomo, ben 5 metri di altezza per 7 di diametro. Con il vento sarebbe stato difficilissimo.</em></span></strong><!--EndFragment--> <!--EndFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<div class="mceTemp" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_1335" class="wp-caption  alignnone" style="width: 324px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1050246.jpg"><img class="size-full wp-image-1335  " title="p1050246" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1050246.jpg" alt="La costruzione del duomo all’interno del quale verrà estratta e lavorata la carota di ghiaccio. Questa struttura garantirà il riparo dei nostri dalle intemperie antartiche durante il lavoro di perforazione." width="314" height="235" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">La costruzione del duomo all’interno del quale verrà estratta e lavorata la carota di ghiaccio. Questa struttura garantirà il riparo dal vento durante il lavoro di perforazione.</dd>
</dl>
</div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/100_0198-1.jpg"><img class="size-full wp-image-1336 aligncenter" title="100_0198-1" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/100_0198-1.jpg" alt="" width="326" height="245" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><strong><span lang="IT"><em>Fino ad ora il tempo si è mostrato estremamente clemente e talvolta si lavora persino in t-shirt all&#8217;interno del duomo. La grande differenza la fa il vento, che può essere estremamente gelido. Una notte la temperatura si è abbassata fino a circa -20<span> </span>gradi…. Abbiamo anche fatto 2 piccole spedizioni a circa 15 km di distanza con la motoslitta per recuperare parte del materiale che era stato scaricato durante un volo precedente. Non è stata una cosa banale, perchè ogni volta che ci si siamo mossi ci siamo portati dietro tutto il necessario per affrontare ogni emergenza (crepacci, eventuali malfunzionamenti della motoslitta, cibo in caso di sosta forzata, radio e satellitare&#8230;).</em></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><strong><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;"><span lang="IT">A questo punto tutto è pronto, è ora di viaggiare attraverso il tempo andando ad estrarre questo ghiaccio, un ghiaccio che in profondità potrebbe essere antico anche 20000 anni e poi…. ritornare al futuro. Meglio che in un film… come in una macchina del tempo.</span></p>
<p style="text-align: center;"><!--EndFragment--></p>
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		<title>Arrivederci Rothera</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 21:04:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Larissa]]></category>

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		<description><![CDATA[L’occasione è arrivata: i nostri hanno lasciato Rothera ed ora sono nel campo remoto. Potete trovare qui un riassunto grafico del viaggio che li ha portati da Columbus in Ohio fino al campo remoto nella penisola Antartica. Aspettiamo ora di ricevere le prime notizie via satellite dal campo. Prima di partire Roberto ci ha inviato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span lang="IT">L’occasione è arrivata: i nostri hanno lasciato Rothera ed ora sono nel campo remoto. Potete trovare <a href="http://bprc.osu.edu/LARISSA/how-did-we-get-here/">qui</a> un riassunto grafico del viaggio che li ha portati da Columbus in Ohio fino al campo remoto nella penisola Antartica. Aspettiamo ora di ricevere le prime notizie via satellite dal campo. Prima di partire Roberto ci ha inviato un messaggio dalla base di Rhotera:</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><em>La base inglese viene tenuta in funzione tutto l&#8217;anno (ci sono una ventina di persone durante l&#8217;inverno australe e circa 100 adesso che è estate) e funge da punto di partenza per numerose spedizioni scientifiche in differenti ambiti (geologia, biologia, glaciologia, meterologia). Essa stessa ospita numerose attrezzature per il monitoraggio del tempo meteorologico, la fauna e la flora.</em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><em><!--[if !supportEmptyParas]--><br />
</em></span></p>
<div id="attachment_1313" class="wp-caption alignnone" style="width: 458px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p10400331.jpg"><img class="size-full wp-image-1313 " title="p10400331" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p10400331.jpg" alt="Il braccio di mare e le montagne a ridosso della base di Rothera" width="448" height="336" /></a><p class="wp-caption-text">Il braccio di mare e le montagne a ridosso della base di Rothera</p></div>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span id="more-1311"></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><em>In questa base c&#8217;e&#8217; un po&#8217; di tutto, dalla palestra al bar per la sera, dalla sala cinema alla palestra di arrampicata, dalla pista da sci alla stanza dei computer: e il cibo è veramente buono! Insomma, ci stiamo un po&#8217; viziando in vista dei prossimi giorni&#8230;</em></span></p>
<div id="attachment_1314" class="wp-caption alignnone" style="width: 458px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1040058.jpg"><img class="size-full wp-image-1314 " title="p1040058" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1040058.jpg" alt="Icebergs nei pressi della base di Rhotera" width="448" height="336" /></a><p class="wp-caption-text">Icebergs nei pressi della base di Rhotera</p></div>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><em><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><em>In questi giorni abbiamo provato il materiale per il campo remoto (tende, cibo, ecc) e stiamo organizzando i prossimi passi, tenendo in considerazione varie possibilità: qualsiasi cosa può accadere da un momento all&#8217;altro, in quanto il meteo qui la fa da padrone ed e&#8217; molto capriccioso&#8230;</em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><em><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]-->Avremmo bisogno di qualche ora di bel tempo, in modo da riuscire a trasportare la maggior quantità di materiale possibile ed iniziare l&#8217;allestimento del campo. </em></span></p>
<div id="attachment_1315" class="wp-caption alignnone" style="width: 458px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1040072.jpg"><img class="size-full wp-image-1315  " title="p1040072" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1040072.jpg" alt="I veri abitanti dell'Antartide" width="448" height="336" /></a><p class="wp-caption-text">I veri abitanti dell&#39;Antartide</p></div>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><em>Il campo remoto dove eseguiremo la perforazione è localizzato a circa 2000 m di quota ed e&#8217; soggetto a forti venti da nord. Sarà dunque importante scegliere accuratamente la disposizione del campo, per prevenire il formarsi di fastidiosi accumuli di neve intorno alle tende.</em></span></p>
<div id="attachment_1316" class="wp-caption alignnone" style="width: 458px"><a href="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1040140.jpg"><img class="size-full wp-image-1316 " title="p1040140" src="http://www.progettosmilla.it/2/wp-content/uploads/2010/01/p1040140.jpg" alt="Prove di montaggio delle tende" width="448" height="336" /></a><p class="wp-caption-text">Prove di montaggio delle tende</p></div>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><em><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"><em>Per il momento dunque siamo pronti a sfruttare qualsiasi occasione che il tempo ci offrirà. Intanto Thai, il camp manager, ci insegna qualche trucco, ci prepara al montaggio delle tende e ci illustra i suoi piani……</em></span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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