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	<title>Commenti a: Qui Campo Remoto Beta, ci sentite?</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 00:14:03 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Progetto Smilla &#187; Archivio Notizie &#187; Ci siamo persi il carotiere….</title>
		<link>http://www.progettosmilla.it/2/2010/01/11/qui-campo-remoto-beta-ci-sentite/#comment-154</link>
		<dc:creator>Progetto Smilla &#187; Archivio Notizie &#187; Ci siamo persi il carotiere….</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 21:52:12 +0000</pubDate>
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		<description>[...] via! Arrivati sul sito di perforazione i nostri hanno assemblato il carotiere per cominciare la perforazione nel ghiaccio. Ma cos’è un [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] via! Arrivati sul sito di perforazione i nostri hanno assemblato il carotiere per cominciare la perforazione nel ghiaccio. Ma cos’è un [...]</p>
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		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://www.progettosmilla.it/2/2010/01/11/qui-campo-remoto-beta-ci-sentite/#comment-153</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 19:44:46 +0000</pubDate>
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		<description>@ Angela
Risponde Roberto:

"Il duomo non e' riscaldato al suo interno: al contrario per una migliore conservazione del ghiaccio estratto maggiore e' il freddo e meglio e'. Nei rari casi in cui la temperatura diventa "gradevole", cerchiamo di raffreddare l'ambiente aprendo contemporaneamente le 3 aperture per creare un po' di giro d'aria. Il colore, come mi conferma Ellen, e' stato scelto appositamente per poter riflettere il piu' possibile la radiazione ed evitare il riscaldamento interno. Esistono comunque anche altri colori"</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Angela<br />
Risponde Roberto:</p>
<p>&#8220;Il duomo non e&#8217; riscaldato al suo interno: al contrario per una migliore conservazione del ghiaccio estratto maggiore e&#8217; il freddo e meglio e&#8217;. Nei rari casi in cui la temperatura diventa &#8220;gradevole&#8221;, cerchiamo di raffreddare l&#8217;ambiente aprendo contemporaneamente le 3 aperture per creare un po&#8217; di giro d&#8217;aria. Il colore, come mi conferma Ellen, e&#8217; stato scelto appositamente per poter riflettere il piu&#8217; possibile la radiazione ed evitare il riscaldamento interno. Esistono comunque anche altri colori&#8221;</p>
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	</item>
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		<title>Di: Angela</title>
		<link>http://www.progettosmilla.it/2/2010/01/11/qui-campo-remoto-beta-ci-sentite/#comment-152</link>
		<dc:creator>Angela</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 16:45:16 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao esploratori,
ho un paio di domande sul duomo: come è riscaldato al suo interno?
perchè è bianco? ... mi viene da pensare che se fosse nero accumulerebbe meglio il calore per i ricercatori che ci lavorano dentro.
Grazie e buon ghiaccio!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao esploratori,<br />
ho un paio di domande sul duomo: come è riscaldato al suo interno?<br />
perchè è bianco? &#8230; mi viene da pensare che se fosse nero accumulerebbe meglio il calore per i ricercatori che ci lavorano dentro.<br />
Grazie e buon ghiaccio!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://www.progettosmilla.it/2/2010/01/11/qui-campo-remoto-beta-ci-sentite/#comment-151</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 16:37:48 +0000</pubDate>
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		<description>@ Giuliano

Risponde Roberto dall'Antartide:

"Ciao Giuliano,
se invece dei turisti riuscissi a mandarmi un po' di brule', luganega e grana mi faresti felice! E magari un po' di speck e un paio di Forst!"</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Giuliano</p>
<p>Risponde Roberto dall&#8217;Antartide:</p>
<p>&#8220;Ciao Giuliano,<br />
se invece dei turisti riuscissi a mandarmi un po&#8217; di brule&#8217;, luganega e grana mi faresti felice! E magari un po&#8217; di speck e un paio di Forst!&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://www.progettosmilla.it/2/2010/01/11/qui-campo-remoto-beta-ci-sentite/#comment-150</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 16:24:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.progettosmilla.it/2/?p=1322#comment-150</guid>
		<description>@Sasa

&lt;strong&gt;Una tecnica, vorrei sapere come riuscite a tirare fuori le “carote di ghiaccio” e poi che analisi ci farete: cosa analizzate in particolare? come?&lt;/strong&gt;

Il prossimo post parlera' proprio di come si estrae una carota di ghiaccio: check it out! Per quanto riguarda le analisi della carota studieremo degli indicatori delle temperature del passato (i cosiddetti isotopi stabili dell'ossigeno e dell'idrogeno), i traccianti delle particelle di origine marina (ad esempio il cloro ed il sodio) e quelli delle polveri terrestri (il calcio ma anche l'alluminio, il titanio...). Ma non solo.....

&lt;strong&gt;Sul perchè mi sembra di averlo capito, però vorrei sapere: perchè è importante andare fino in Antartide? Le stesse informazioni non posssono venire dai nostri ghiacciai?&lt;/strong&gt;

Su questo ti rimando al &lt;a href="http://www.progettosmilla.it/2/2009/12/11/alla-scoperta-di-larissa/" rel="nofollow"&gt;secondo post&lt;/a&gt; dove ne abbiamo parlato in maniera piu' estesa


&lt;strong&gt; E poi un’altra cosa: come si fa a diventare dei ricercatori e a partecipare a questi fantastici viaggi di lavoro? Un’ultima cosa. I rifiuti che producete li portate a casa? come fate?&lt;/strong&gt;

Ho chiesto a Roberto che ha risposto subito dall'Antartide:

"Ciao Sasa,
hai ragione, in un certo senso ogni spedizione si puo' considerare una vacanza, in quanto si conoscono nuovi posti e nuove persone; non bisogna dimenticare pero' che in realta' abbiamo un scopo ben preciso, e tutte le nostre attivita' ruotano intorno ad esso. Inoltre sono molto rari i momenti in cui possiamo rilassarci (mezza giornata in tutto in quasi un mese, per ora), in quanto c'e' sempre qualche cosa da fare, dalle modifiche alle attrezzature di lavoro, al carico scarico dei carichi di materiale che ci porta l'aereo (immagina un centinaio di casse per il trasporto del ghiaccio, le casse del cibo, le slitte e il materiale di emergenza...e tutto da spostare ogni volta che la neve lo "sommerge")...ed infine, cosa apparentemente banale, il continuo spalare la neve che cade e minaccia le tende e rende piu' difficile muoversi all'interno del campo!
Mi chiedi come si fa a partecipare a questi viaggi di lavoro. Le risposte possono essere svariate, dipende dal ruolo che si intende svolgere, per ognuno dei quali ovviamente si richiedono particolari requisiti. Ad esempio, il ruolo di ricercatore richiede ovviamente una preparazione accademica adeguata (dunque un particolare percorso di studi); quello di camp manager invece richiede molta esperienza sul campo, capacita' alpinistiche, abilita' organizzative. Poi come spesso accade nella vita, ci vogliono fortuna e coraggio per trovare e saper cogliere queste occasioni. Dunque impegnarsi, tenere gli occhi ben aperti e non esitare a proporsi!
Per quanto riguarda i nostri rifiuti, stiamo seguendo un protocollo che viene applicato in tutto il continente antartico: massimo rispetto per l'ambiente che ci circonda, e cio' significa cercare di non lasciare la minima traccia. Oltre alla raccolta differenziata, ci impegneremo a raccogliere la neve contaminata in grossi sacchi,  e riportarla alla base, e lo stesso vale per i rifiuti fisiologici."
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Sasa</p>
<p><strong>Una tecnica, vorrei sapere come riuscite a tirare fuori le “carote di ghiaccio” e poi che analisi ci farete: cosa analizzate in particolare? come?</strong></p>
<p>Il prossimo post parlera&#8217; proprio di come si estrae una carota di ghiaccio: check it out! Per quanto riguarda le analisi della carota studieremo degli indicatori delle temperature del passato (i cosiddetti isotopi stabili dell&#8217;ossigeno e dell&#8217;idrogeno), i traccianti delle particelle di origine marina (ad esempio il cloro ed il sodio) e quelli delle polveri terrestri (il calcio ma anche l&#8217;alluminio, il titanio&#8230;). Ma non solo&#8230;..</p>
<p><strong>Sul perchè mi sembra di averlo capito, però vorrei sapere: perchè è importante andare fino in Antartide? Le stesse informazioni non posssono venire dai nostri ghiacciai?</strong></p>
<p>Su questo ti rimando al <a href="http://www.progettosmilla.it/2/2009/12/11/alla-scoperta-di-larissa/" rel="nofollow">secondo post</a> dove ne abbiamo parlato in maniera piu&#8217; estesa</p>
<p><strong> E poi un’altra cosa: come si fa a diventare dei ricercatori e a partecipare a questi fantastici viaggi di lavoro? Un’ultima cosa. I rifiuti che producete li portate a casa? come fate?</strong></p>
<p>Ho chiesto a Roberto che ha risposto subito dall&#8217;Antartide:</p>
<p>&#8220;Ciao Sasa,<br />
hai ragione, in un certo senso ogni spedizione si puo&#8217; considerare una vacanza, in quanto si conoscono nuovi posti e nuove persone; non bisogna dimenticare pero&#8217; che in realta&#8217; abbiamo un scopo ben preciso, e tutte le nostre attivita&#8217; ruotano intorno ad esso. Inoltre sono molto rari i momenti in cui possiamo rilassarci (mezza giornata in tutto in quasi un mese, per ora), in quanto c&#8217;e&#8217; sempre qualche cosa da fare, dalle modifiche alle attrezzature di lavoro, al carico scarico dei carichi di materiale che ci porta l&#8217;aereo (immagina un centinaio di casse per il trasporto del ghiaccio, le casse del cibo, le slitte e il materiale di emergenza&#8230;e tutto da spostare ogni volta che la neve lo &#8220;sommerge&#8221;)&#8230;ed infine, cosa apparentemente banale, il continuo spalare la neve che cade e minaccia le tende e rende piu&#8217; difficile muoversi all&#8217;interno del campo!<br />
Mi chiedi come si fa a partecipare a questi viaggi di lavoro. Le risposte possono essere svariate, dipende dal ruolo che si intende svolgere, per ognuno dei quali ovviamente si richiedono particolari requisiti. Ad esempio, il ruolo di ricercatore richiede ovviamente una preparazione accademica adeguata (dunque un particolare percorso di studi); quello di camp manager invece richiede molta esperienza sul campo, capacita&#8217; alpinistiche, abilita&#8217; organizzative. Poi come spesso accade nella vita, ci vogliono fortuna e coraggio per trovare e saper cogliere queste occasioni. Dunque impegnarsi, tenere gli occhi ben aperti e non esitare a proporsi!<br />
Per quanto riguarda i nostri rifiuti, stiamo seguendo un protocollo che viene applicato in tutto il continente antartico: massimo rispetto per l&#8217;ambiente che ci circonda, e cio&#8217; significa cercare di non lasciare la minima traccia. Oltre alla raccolta differenziata, ci impegneremo a raccogliere la neve contaminata in grossi sacchi,  e riportarla alla base, e lo stesso vale per i rifiuti fisiologici.&#8221;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Sasa</title>
		<link>http://www.progettosmilla.it/2/2010/01/11/qui-campo-remoto-beta-ci-sentite/#comment-149</link>
		<dc:creator>Sasa</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 06:58:07 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao ragazzi, 
vi invidio tantissimo e complimenti per le vostre attività (ah potessi andare anche io in vacanza... beh dai... a lavorare a -20°C!).
Ho qualche domanda per voi.
Una tecnica, vorrei sapere come riuscite a tirare fuori le "carote di ghiaccio" e poi che analisi ci farete: cosa analizzate in particolare? come? 
Sul perchè mi sembra di averlo capito, però vorrei sapere: perchè è importante andare fino in Antartide? Le stesse informazioni non posssone venire dai nostri ghiacciai? 
E poi un'altra cosa: come si fa a diventare dei ricercatori e a partecipare a questi fantastici viaggi di lavoro? 
Pensavo che qui in Italia facesse freddo, però visti i vostri racconti mi ricredo... 
Un'ultima cosa. I rifiuti che producete li portate a casa? come fate?
Grazie mille, buon lavoro/vancaza... con invidia
Sasa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao ragazzi,<br />
vi invidio tantissimo e complimenti per le vostre attività (ah potessi andare anche io in vacanza&#8230; beh dai&#8230; a lavorare a -20°C!).<br />
Ho qualche domanda per voi.<br />
Una tecnica, vorrei sapere come riuscite a tirare fuori le &#8220;carote di ghiaccio&#8221; e poi che analisi ci farete: cosa analizzate in particolare? come?<br />
Sul perchè mi sembra di averlo capito, però vorrei sapere: perchè è importante andare fino in Antartide? Le stesse informazioni non posssone venire dai nostri ghiacciai?<br />
E poi un&#8217;altra cosa: come si fa a diventare dei ricercatori e a partecipare a questi fantastici viaggi di lavoro?<br />
Pensavo che qui in Italia facesse freddo, però visti i vostri racconti mi ricredo&#8230;<br />
Un&#8217;ultima cosa. I rifiuti che producete li portate a casa? come fate?<br />
Grazie mille, buon lavoro/vancaza&#8230; con invidia<br />
Sasa</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giuliano</title>
		<link>http://www.progettosmilla.it/2/2010/01/11/qui-campo-remoto-beta-ci-sentite/#comment-148</link>
		<dc:creator>giuliano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 17:12:33 +0000</pubDate>
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		<description>Bravo Roberto e grazie per le tue informazioni. Quì a Trento siamo sommersi di turisti. In questo momento non nevica, ma non possiamo lamentarci. Se però prometti di offrire loro un buon brulè,  cominciamo a mandarti un po'di Clienti.Ce l'hai la sciolina?
Tanti auguri e buon lavoro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo Roberto e grazie per le tue informazioni. Quì a Trento siamo sommersi di turisti. In questo momento non nevica, ma non possiamo lamentarci. Se però prometti di offrire loro un buon brulè,  cominciamo a mandarti un po&#8217;di Clienti.Ce l&#8217;hai la sciolina?<br />
Tanti auguri e buon lavoro.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://www.progettosmilla.it/2/2010/01/11/qui-campo-remoto-beta-ci-sentite/#comment-147</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 16:37:39 +0000</pubDate>
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		<description>@ Marino

Ho girato la domanda a Roberto in Antartide che ci ha risposto subito:

"Il duomo che utilizziamo richiede molta attenzione nel montaggio, almeno 3-4 persone e 3-4 ore di lavoro. E' certamente preferibile scegliere una giornata priva di vento, perche' il tendone che ricopre la struttura metallica puo' facilmente volare via, basta un attimo di disattenzione e tutto il lavoro e' compromesso.
Siamo stati fortunati a trovare una giornata priva o quasi di vento. Con una buona coordinazione delle operazioni comunque e' possibile montarlo anche in caso di vento, se questo non e' troppo intenso!
In seguito al montaggio, lo abbiamo ancorato in piu' punti al suolo nevoso con corde e "dead man anchors" eabbiamo ricoperto il perimetro con un buon spessore di neve, in maniera tale da impedire il sollevamento in caso di forte vento.
Per ora e' riuscito a sopportare venti fino a circa 50km/h; pensiamo che dovrebbe resistere anche a venti dell'ordine di 90-100km/h...e' costruito per queste situazioni! Ovviamente in quest'ultimo caso inizieremmo ad essere un po' nervosi..."</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Marino</p>
<p>Ho girato la domanda a Roberto in Antartide che ci ha risposto subito:</p>
<p>&#8220;Il duomo che utilizziamo richiede molta attenzione nel montaggio, almeno 3-4 persone e 3-4 ore di lavoro. E&#8217; certamente preferibile scegliere una giornata priva di vento, perche&#8217; il tendone che ricopre la struttura metallica puo&#8217; facilmente volare via, basta un attimo di disattenzione e tutto il lavoro e&#8217; compromesso.<br />
Siamo stati fortunati a trovare una giornata priva o quasi di vento. Con una buona coordinazione delle operazioni comunque e&#8217; possibile montarlo anche in caso di vento, se questo non e&#8217; troppo intenso!<br />
In seguito al montaggio, lo abbiamo ancorato in piu&#8217; punti al suolo nevoso con corde e &#8220;dead man anchors&#8221; eabbiamo ricoperto il perimetro con un buon spessore di neve, in maniera tale da impedire il sollevamento in caso di forte vento.<br />
Per ora e&#8217; riuscito a sopportare venti fino a circa 50km/h; pensiamo che dovrebbe resistere anche a venti dell&#8217;ordine di 90-100km/h&#8230;e&#8217; costruito per queste situazioni! Ovviamente in quest&#8217;ultimo caso inizieremmo ad essere un po&#8217; nervosi&#8230;&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marino</title>
		<link>http://www.progettosmilla.it/2/2010/01/11/qui-campo-remoto-beta-ci-sentite/#comment-145</link>
		<dc:creator>marino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 14:19:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.progettosmilla.it/2/?p=1322#comment-145</guid>
		<description>Il duomo lo avete costruito sperando che nn si alzasse il vento perche ve lo avrebbe portato via...ma se il vento si alza ora che è gia stato costruito cosa succede? che vento puo sopportare quella costruzione? fino a che velocita? grazie!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il duomo lo avete costruito sperando che nn si alzasse il vento perche ve lo avrebbe portato via&#8230;ma se il vento si alza ora che è gia stato costruito cosa succede? che vento puo sopportare quella costruzione? fino a che velocita? grazie!</p>
]]></content:encoded>
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