Giovedì, 31 Dicembre 2009

Carote di ghiaccio… cosa?

I nostri sono arrivati nella base inglese di Rothera nella Penisola Antartica, di cui potete vedere una panoramica in diretta da questa webcam . Da quello che ci fa sapere Roberto sembra che, per ora, non se la passino troppo male…..

La base inglese di Rothera nella Penisola Antartica

La base inglese di Rothera nella Penisola Antartica

“Rothera è un’isola situata in un posto bellissimo. Ci sono pinguini, foche e perfino balene che passano ogni tanto! L’ospitalità inglese è sorprendente. Siamo in attesa di un momento di bel tempo per trasportare con un Twin Otter il nostro materiale fino a dove installeremo il nostro campo. Le condizioni meteo sono veramente un problema, in quanto in continua evoluzione. Ieri i piloti hanno fatto un volo di ricognizione, ma oltre ad esserci poca visibilità sono atterrati a 12 km (dico dodici!) di distanza dal nostro campo; qui si è perfino rotto uno degli sci dell’aereo. Hanno impiegato ore per ripararlo, in mezzo ad una tempesta. Ora scappo a preparare i contenitori per le carote di ghiaccio!”

Carote di ghiaccio??? e poi perché tanta fretta???  Sembra che i preparativi stiano fervendo…. calma, ricapitoliamo: i nostri stanno per partire da Rothera per installare un campo remoto su un ghiacciaio, posto una decina di chilometri a monte di dove stava la piattaforma Larsen B , prima di frantumarsi nel 2002 (vedete post precedente). Qui sperano di compiere una perforazione di 400 m nel ghiaccio per estrarre una carota di ghiaccio che sveli come il clima del passato ha influenzato la Larsen B.

Un Twin Otter a Rothera e sullo sfondo una calotta di ghiaccio

Un Twin Otter a Rothera e sullo sfondo una calotta di ghiaccio

Insomma le domande a cui vogliamo rispondere grazie alla nostra carota di ghiaccio sono del tipo: c’ è mai stato un altro periodo così caldo nel passato da provocare un’altra frantumazione della Larsen B? Ed eventualmente quanto tempo ci ha messo per riformarsi? Oppure la Larsen B non si era mai frantumata nel passato? Magari qualcuno di voi si starà giustamente chiedendosi: ma questa carota parla ???  In un certo senso…. più che altro una carota di ghiaccio è come un libro con un codice segreto che dobbiamo decifrare.

Ciclo dell'acqua: l'acqua evaporando si mescola con l'atmosfera e ne conserva le caratteristiche anche quando si deposita al suolo come neve

La neve durante la sua caduta verso il suolo intrappola infatti le sostanze presenti nell’atmosfera in quel preciso momento. Queste sostanze descrivono la composizione chimico fisica dell’atmosfera e quindi del clima all’epoca della deposizione della neve. Mano a mano che la neve si accumula, la neve viene sepolta da altri strati e nei decenni si compatta e si trasforma in ghiaccio. Quindi più il ghiaccio è profondo, più è vecchio e più è antica la storia che ci racconta. Ma quanto? Bella domanda, non è facile a dirsi per ora ma la speranza è che questa carota di ghiaccio di 400 metri ci racconti la storia del clima di questa regione negli ultimi 20000 anni, ovvero a partire dalla fine dell’ultima glaciazione .

Ah ecco, bene allora quando partiamo? Beh, Roberto ce l’ha spiegato, appena il tempo si mette sul bello…..

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3 Commenti a “Carote di ghiaccio… cosa?”

  1. angela Scrive:

    ciao a tutti i conigli carotatori….
    ma come funziona la carotatrice? ha un cilindro rotante che taglia il ghiaccio?
    e di quanta energia ha bisogno per funzionare?
    grazie e buon lavoro

  2. Progetto Smilla » Archivio Notizie » Qui Campo Remoto Beta, ci sentite? Scrive:

    [...] ora possono cominciare a lavorare per estrarre questa “macchina del tempo” lunga 400 m, la carota di ghiaccio che ci svelerà l’andamento del clima del passato in questa regione dove nel 2002 si è [...]

  3. Progetto Smilla » Archivio Notizie » Fine e…. inizio Scrive:

    [...] prettamente scientifico. Beh, “ora” si fa per dire perché le carote di ghiaccio sono ancora a Rhotera in Antartide e fra un po’ verranno imbarcate su una nave che le porterà negli Stati Uniti. [...]

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